martedì 30 settembre 2014

L'OPERAZIONE E' RIUSCITA, MA IL PAZIENTE E' MORTO

Se nessuno li ferma, un giorno, neanche troppo lontano ormai, il chirurgo PD con a capo il primario Renzi darà questo annuncio sulla morte del malato Paese Italia passato sotto i ferri di questo macellaio.
Precariato e distruzione delle già poche certezze su cui almeno una persona poteva provare a ipotizzare un futuro. Questa l'operazione in corso.
La votazione di ieri nella segreteria nazionale del PD per la cancellazione dell' art. 18 nn può risolversi in una semplice disquisizione fra maggioranza e minoranza del partito. È stata messa ai voti la visione del Paese sulla quale il PD ha (falsamente) detto dalla sua nascita, dalla sua tradizione storica, di basarsi. Sulla quale ha chiesto per decenni voti ai cittadini, ingannandoli quindi (oggi più che mai possiamo dirlo) con la finta contrapposizione a "culoflaccido" Berlusconi.
Quando si mette ai voti e si cancellano i paradigmi di un partito quel partito non esiste più.
E la cosiddetta minoranza ha il dovere di far emergere questa realtà e di andarsene! Se rimangono a fare minoranza in un partito che ha cancellato i suoi sedicenti paradigmi, confermano solo la farsa avvenuta finora, la finta diatriba e la pavida posizione di chi rinnega gli ideali che dice di avere (avuto) pur di mantenere un posto in tribuna.
Io non ce l'ho solo con le marionette del Sistema, della BCE o dei grandi gruppi, delle lobby, ecc... che si chiamino Renzi, Monti o Draghi. Fanno sostanzialmente il loro dovere, stanno ubbidendo al mandato per cui sono stati messi lì. Come in un terribile film diventato realtà, il cattivo fa il cattivo, è normale. Ma non è tollerabile il buono che non fa il buono o che, addirittura, è d'accordo col cattivo. Neanche in un film, appunto...
Per questo, paradossalmente, ce l'ho quasi di più con chi nelle sedi in cui si trova, fa finta di essere contrario, con chi ha il cuore a sinistra e il portafoglio a destra (o viceversa, tanto sono diventati speculari!!!), fra chi si indigna ma resta li'.
Vedremo se avranno la dignità di fare fronte comune con tutte le forze politiche, M5S in primis, con i cittadini, le associazioni e tutti i soggetti che si oppongono allo smantellamento del Paese, dei già esigui diritti ed a questo PD fra in più beceri partiti neoliberisti d' Europa.
Vedremo se faranno saltare questo PD che, a parte per la Merkel, non ha più senso di esistere, o se ne staranno ancora una volta buoni buoni, cheti cheti,... "zitti come topolini ad aspettar"...(cit.)
Vedremo se continueranno a fare gli assistenti che possano il bisturi e gli attrezzi per l'operazione di macelleria che continuano a chiamare riforme, guidata dal kapo del Quirinale...
Intanto, la coperta e sempre più corta per tutti, compresi molti del 40, 8%...


(Massimo Gianangeli M5S Jesi)

sabato 27 settembre 2014

Opere pubbliche e accordi privati a Porto San Giorgio

Di questo e di altre questioni urbanistiche il Movimento 5 stelle Porto San Giorgio discuterà sabato 27 settembre alle ore 17 presso la sala Imperatori ed invita la cittadinanza a partecipare ed informarsi.

Speculazioni annunciate Futuri scenari di abitudini collettive
In un futuro non troppo prossimo l'ingresso Sud di Porto San Giorgio avrà una vocazione fortemente commerciale viste le compresenze delle attuali strutture di vendita presenti ( OASI, GLOBO, DICO, MC DONALD e tutte le piccole strutture commerciali orbitanti) e di quelle che presumibilmente si affiancheranno a seguito delle annunciate manovre che l'attuale amministrazione Loira continua a prevedere nell'Area dell'ex lavanderia Cossiri e dell'ex Depuratore Comunale.
Non ci sarebbe nulla da eccepire se l'andamento demografico di Porto San Giorgio fosse in crescita ma i dati ufficiali descrivono che la popolazione residente è invariata da anni.
Documentazione alla mano ed a seguito delle dichiarazioni rilasciate da Antonello Cossiri sulla stampa, in qualità di capogruppo consiliare del PD, ci permettiamo di evidenziare il legame di affinità parentale di Cossiri con i titolari della società che ha venduto l'immobile e l'area dell'ex-lavanderia alla C.O.S.M.O. s.pa., impresa edile che ha avanzato al Comune di Porto San Giorgio una proposta di riqualificazione dell'area ZPU8-Bis, con concessioni alla stessa impresa di aree pubbliche per la realizzazioni di strutture residenziali in cambio di strutture sportive. Proposta di accordo che lo stesso Cossiri sembra voler portare celermente a compimento.
Non sarebbe stato e sarebbe opportuno che lo stesso Cossiri si astenesse da dichiarazioni pubbliche e operazioni in un senso o nell'altro nell'accordo tra Comune e C.O.S.M.O. spa ?

Tale area oltre all'ex fabbricato industriale comprende : l'attuale ex depuratore comunale, l'area dell'isola ecologica, il campo sportivo "Nuovo", la struttura grezza a Sud di Via Solferino ed un'area non edificata adiacente. E' noto che per i cittadini del centro e della zona nord, tali aree sono scomodamente fruibili se non attraverso l'uso di automezzi privati.
Ci chiediamo il perchè l'amministrazione comunale continua a favorire lo sviluppo commerciale di un'area così trasformata in un polo disorganicamente ubicato rispetto alla conformazione lineare di Porto San Giorgio. E' palese che se gli annunci del capogruppo di maggioranza e del Sindaco Loira avranno seguito gli esercizi commerciali del resto della città ne soffriranno inevitabilmente e saranno penalizzati rispetto a quelli già presenti e previsti nella zona in questione.
Auspichiamo che l'amministrazione torni sui suoi passi ed inizi, una volta per tutte, per il bene di tutti, a fare scelte ponderate e mirate a ridare freschezza alla nostra splendida cittadina con iniziative meno impattanti urbanisticamente e più rispettose delle esigenze sociali, commerciali ed ambientali di cui c'è estrema necessità. Infatti nello scenario dell'area che l'amministrazione prospetta ed annuncia sui quotidiani c'è da aspettarsi nuove palazzine da costruire. Per quale mercato, per quali nuove giovani coppie visto che i prezzi dell'esistente continuano ad essere proibitivi per la maggior parte degli aspiranti compratori locali? Per questo ci sembra di assistere ad una grande operazione finalizzata a speculare su un'area lasciata colpevolmente in balia di se stessa dopo passaggi di proprietà, operazione su cui i più maliziosi potrebbero scorgere anche il configurarsi di conflitti di interessi.
(MoVimento 5 stelle Porto San Giorgio)

venerdì 26 settembre 2014

mercoledì 24 settembre 2014

BIOGAS nelle Marche, la Regione si difende così

Biogas, l’assessore Malaspina in merito alle sentenze del Consiglio di Stato: “Non trattano la Via postuma, le Marche hanno rispettato leggi dello dello Stato”
“Contrariamente a quanto si vuol fare intendere, le sentenze della IV Sezione non trattano la questione della Via postuma, semplicemente perché non era oggetto delle controversie davanti al Consiglio di Stato. Gli argomenti riguardavano l’annullamento dell’autorizzazione energetica per la mancata acquisizione della Via nella fase istruttoria, a seguito dell’incostituzionalità della legge regionale 3/2012 che derogava all’obbligo sulla base della soglia dimensionale. Dal pronunciamento del Consiglio di Stato emerge, ancora una volta, l’enorme e complesso problema giuridico creato dal legislatore nazionale, che non si è uniformato alla legislazione comunitaria. La Regione Marche ha sempre operato nel rispetto delle norme nazionali, secondo i principi della trasparenza e della legalità”.
Lo ribadisce l’assessore regionale all’Energia, Maura Malaspina, commentando le ultime decisioni del Consiglio di Stato, in merito agli impianti di Camerata Picena, Osimo e Corridonia, anche per il quale è stata confermata la sentenza del Tar Marche, di diniego dell’autorizzazione, sempre per la mancanza della Via in fase istruttoria. “Va chiarito, prima di ogni considerazione politica – continua l’assessore - che le sentenze della IV Sezione ribadiscono la necessità dell’acquisizione della Via, non potendo escludere i progetti sulla base della soglia dimensionale (procedura invece ammessa dalla legge dello Stato che non si è adeguata alle norme europee). Questo nonostante che la fase amministrativa di autorizzazione degli impianti fosse iniziata quando ancora era in vigore la legge regionale 24/2011 (che prevedeva anch’essa le soglie dimensionali) e quindi potesse essere eccepita l’inapplicabilità della decisione della Corte costituzionale che si riferiva alla legge regionale 3/2012 e nonostante poi che aspetti dell’impatto ambientale fossero stati valutati durante l’istruttoria per il rilascio delle autorizzazioni.
Tutto questo in punta di diritto. Resta la questione dell’inadeguato contesto normativo di riferimento sulle autorizzazioni che costringe la Regione a risolvere un problema di cui non è la causa. Non va ignorato, come si tende a fare, che altre Regioni hanno adottato norma analoghe alla 3/12, senza subire l’impugnativa da parte del Governo nazionale: in questi territori restano in vigore le stesse disposizioni dichiarate illegittime nelle Marche e dove un solo impianto di biomasse ha la stessa potenza di tutti gli impianti marchigiani. Per questo motivo siamo impegnati a coinvolgere le istituzioni nazionali perché si assumano le proprie responsabilità e indichino la strada da percorrere”.

lunedì 22 settembre 2014

Le balle di Renzi sui debiti della pubblica amministrazione

Renzi è un bugiardo.
Il 12 Marzo a Porta a Porta rivolgendosi a Vespa diceva: “Facciamo un contratto serio. Se il 21 settembre, giorno di San Matteo, noi abbiamo sbloccato i pagamenti dei debiti P.A. lei va a Monte Senario a piedi da Firenze. Fate un applauso così ufficializziamo la cosa”. “Se perdo io la scommessa, potete immaginare dove mi manderanno gli italiani...non sarà a Monte Senario”.
Il 21 settembre è arrivato, ma dei soldi alle imprese creditrici neppure l'ombra. Eppure è grazie a queste promesse che Renzi ha vinto le elezioni Europee del maggio scorso.
Reo di questa balla colossale, che fa? Rilancia dicendo: "Sfida vinta. Tutti coloro che devono avere soldi dalla PA possono averli iscrivendosi al sito del Ministero dell'Economia".
Sì, cari imprenditori, avete letto bene! Vi spettano dei soldi per lavori fatti e per averli dovete iscrivervi al sito e inoltrare richiesta. Beh, lo faccio io per voi: Renzi vaffanculo!
(Danilo Toninelli M5S)

domenica 21 settembre 2014

2000 EURO AL MESE SENZA AVER MAI LAVORATO legge n.564 del 96


ANTEPRIMA

2000 EURO AL MESE SENZA AVER MAI LAVORATO
DA NON CREDEREEEEE.....ASSURDOOOO.......SINDACALISTI CHE USUFRUISCONO DI BENEFICI COME DEI.......PARLAMENTARI.......E SONO............LE IENE.....A SCOPRIRE TUTTO.......PAZZESCOOOO !!! guarda QUI la legge completa http://fragolemature.blogspot.com/2014/09/2000-euro-al-mese-senza-aver-mai.html
Posted by Fragole Mature on Sabato 20 settembre 2014

Decreto Legislativo 16 settembre 1996, n. 564

"Attuazione della delega conferita dall'art. 1, comma 39, della legge 8 agosto 1995, n. 335, in materia di contribuzione figurativa e di copertura assicurativa per periodi non coperti da contribuzione"


pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 256 del 31 ottobre 1996 - Supplemento Ordinario n. 184




IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l'art. 1, comma 39, della legge 8 agosto 1995, n. 335;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 5 luglio 1996;
Acquisito il parere delle competenti commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione dell'8 agosto 1996;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Capo I
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONTRIBUZIONE FIGURATIVA

Art. 1.
Periodi di malattia

1. Dal 1° gennaio 1997 il riconoscimento del periodo di cui all'art. 56, n. 2, del regio decreto-legge 4 ottobre 1935, n. 1827, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 aprile 1936, n. 1155, e' aumentato nella misura di due mesi ogni tre anni fino al raggiungimento di ventiquattro mesi, per eventi verificatasi nei rispettivi periodi.
2. Per la determinazione della contribuzione figurativa accreditabile in favore degli assicurati si applicano le disposizioni contenute nell'art. 8 della legge 23 aprile 1981, n. 155.
3. La contribuzione figurativa e' accreditata, ai fini pensionistici, con effetto dal periodo in cui si colloca l'evento.
4. Fermo restando quanto disposto dall'art. 2, comma 22, della legge 8 agosto 1995, n. 335, per il Fondo pensioni lavoratori dipendenti gestito dall'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) gli oneri restano addebitati alla relativa gestione pensionistica.
5. In caso di malattia, per tutti i lavoratori dipendenti, ancorche' fruenti di retribuzione intera o ridotta, i periodi di assenza oltre il limite del dodicesimo mese vengono valutati ai fini pensionistici al 50 per cento; tale disposizione non si applica ai malati terminali.
6. Ai fini dell'applicazione del comma 5 e' fatto obbligo ai datori di lavoro, ove non gia' tenuti, di comunicare all'Istituto previdenziale cui e' iscritto il lavoratore il verificarsi dell'evento malattia e la sua collocazione temporale, alle scadenze e con le modalita' stabilite dall'Istituto medesimo.

Art. 2.
Periodi per maternita'

1. Per i periodi di astensione obbligatoria e facoltativa dal lavoro di cui agli articoli 4, 5 e 7 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, e successive modificazioni e integrazioni, non e' richiesta, in costanza di rapporto di lavoro, alcuna anzianita' contributiva pregressa ai fini dell'accreditamento dei contributi figurativi per il diritto alla pensione e per la determinazione della misura della stessa.
2. Per i soggetti di cui al secondo comma dell'art. 13 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, e per i soggetti iscritti ai fondi sostitutivi dell'assicurazione generale obbligatoria gestita dall'INPS ai quali viene corrisposta una retribuzione ridotta o non viene corrisposta alcuna retribuzione, nei periodi di astensione facoltativa dal lavoro ai sensi del primo e secondo comma dell'art. 7 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, sussiste il diritto, per la parte differenziale mancante alla misura intera o per l'intera retribuzione mancante, alla contribuzione figurativa da accreditare secondo le disposizioni di cui all'art. 8 della legge 23 aprile 1981, n. 155.
3. Gli oneri derivanti dal riconoscimento della contribuzione figurativa di cui al comma 2, per i soggetti iscritti ai fondi esclusivi o sostitutivi dell'assicurazione generale obbligatoria, restano a carico della gestione previdenziale cui i soggetti medesimi risultino iscritti durante il predetto periodo.
4. In favore dei soggetti iscritti al fondo pensioni lavoratori dipendenti e alle forme di previdenza sostitutive ed esclusive dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia e i superstiti, i periodi corrispondenti all'astensione obbligatoria dal lavoro di cui agli articoli 4 e 5 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, e successive modificazioni e integrazioni, vericatisi al di fuori del rapporto di lavoro, sono considerati utili ai fini pensionistici, a condizione che il soggetto possa far valere, all'atto della domanda, almeno cinque anni di contribuzione versata in costanza di rapporto di lavoro. La contribuzione figurativa viene accreditata secondo le disposizioni di cui all'art. 8 della legge 23 aprile 1981, n. 155, con effetto dal periodo in cui si colloca l'evento.
5. Per i soggetti di cui al comma 4 i periodi non coperti da assicurazione e corrispondenti a quelli che danno luogo ad assenza facoltativa dal lavoro di cui all'art. 7 della citata legge n. 1204 del 1971, collocati temporalmente al di fuori del rapporto di lavoro, possono essere riscattati, nella misura massima di cinque anni, con le modalita' di cui all'art. 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, e successive modificazioni e integrazioni, a condizione che i richiedenti possano far valere, all'atto della domanda, complessivamente almeno cinque anni di contribuzione versata in costanza di effettiva attivita' lavorativa.
6. Per i soggetti iscritti al fondo pensioni lavoratori dipendenti ed ai fondi sostitutivi dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti, gli oneri derivanti dalle disposizioni di cui al comma 4 sono addebitati alla relativa gestione pensionistica. Per i soggetti iscritti ai fondi esclusivi dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti, gli oneri derivanti dalle disposizioni di cui al comma 4 sono posti a carico dell'ultima gestione pensionistica del quinquennio lavorativo richiesto nel medesimo comma.

Art. 3.
Art. 31 della legge 20 maggio 1970, n. 300

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e senza pregiudizio per le situazioni in atto, i provvedimenti di collocamento in aspettativa non retribuita dei lavoratori chiamati a ricoprire funzioni pubbliche elettive o cariche sindacali sono efficaci, ai fini dell'accreditamento della contribuzione figurativa ai sensi dell'art. 31 della legge 20 maggio 1970, n. 300, se assunti con atto scritto e per i lavoratori chiamati a ricoprire cariche sindacali dopo che sia decorso il periodo di prova previsto dai contratti collettivi e comunque un periodo non inferiore a sei mesi.
2. Le cariche sindacali di cui al secondo comma dell'art. 31 della citata legge n. 300 del 1970, sono quelle previste dalle norme statuarie e formalmente attribuite per lo svolgimento di funzioni rappresentative e dirigenziali a livello nazionale, regionale e provinciale o di comprensorio, anche in qualita' di componenti di organi collegiali dell'organizzazione sindacale.
3. La domanda di accredito figurativo presso la gestione previdenziale interessata deve essere presentata per ogni anno solare o per frazione di esso entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello nel corso del quale abbia avuto inizio o si sia protratta l'aspettativa a pena di decadenza. Per l'accredito dei periodi di aspettativa precedenti l'anno di entrata in vigore del presente decreto, la domanda deve essere presentata, a pena di decadenza, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto stesso.
4. Le retribuzioni figurative accreditabili ai sensi dell'art. 8, ottavo comma, della legge 23 aprile 1981, n. 155, sono quelle previste dai contratti collettivi di lavoro della categoria e non comprendono emolumenti collegati alla effettiva prestazione dell'attivita' lavorativa o condizionati ad una determinata produttivita' o risultato di lavoro ne' incrementi o avanzamenti che non siano legati alla sola maturazione dell'anzianita' di servizio.
5. A decorrere dal mese successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto puo' essere versata, facoltativamente, una contribuzione aggiuntiva sull'eventuale differenza tra le somme corrisposte per lo svolgimento dell'attivita' sindacale ai lavoratori collocati in aspettativa ai sensi dell'art. 31 della citata legge n. 300 del 1970 e la retribuzione di riferimento per il calcolo del contributo figurativo di cui all'art. 8, ottavo comma, della citata legge n. 155 del 1981. La facolta' puo' essere esercitata dalla organizzazione sindacale, previa richiesta di autorizzazione al fondo o regime pensionistico di appartenenza del lavoratore. Il contributo aggiuntivo va versato entro lo stesso termine previsto per la domanda di accredito figurativo di cui al comma 3 ed e' pari all'aliquota di finanziamento del regime pensionistico a cui il lavoratore e' iscritto ed e' riferito alla differenza tra le somme corriposte dall'organizzazione sindacale e la retribuzione figurativa accreditata.
6. La facolta' di cui al comma 5 puo' essere esercitata negli stessi termini e con le stesse modalita' ivi previste per gli emolumenti e le indennita' corrisposti dall'organizzazione sindacale ai lavoratori collocati in distacco sindacale con diritto alla retribuzione erogata dal proprio datore di lavoro.
7. Nel caso in cui l'aspettativa fruita presso il sindacato non risulti conforme a quanto previsto ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui all'art. 31 della citata legge n. 300 del 1970, ove le organizzazioni sindacali tenute ad assolvere gli obblighi previdenziali e assistenziali provvedano ad effettuare le relative regolarizzazioni contributive entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i contributi saranno gravati dei soli interessi calcolati al tasso legale. Ai fini delle predette regolarizzazioni si applica il termine di prescrizione di cui all'art. 3, comma 9, lettera a), della legge 8 agosto 1995, n. 335.
8. Gli oneri corrispondenti alla contribuzione figurativa di cui all'art. 31 della citata legge n. 300 del 1970 gravanti sui fondi pensionistici amministrati dall'INPS, determinati nella misura pari all'aliquota di computo del 33 per cento del valore retributivo stabilito dal presente decreto, sono addebitati alla rispettiva gestione previdenziale.
9. I lavoratori iscritti ai fondi esclusivi dell'assicurazione generale obbligatoria hanno diritto alla contribuzione figurativa per i periodi non retribuiti di aspettativa per cariche sindacali o funzioni pubbliche elettive di cui all'art. 31 della citata legge n. 300 del 1970.
10. L'onere di cui al comma 9 e' posto a carico della relativa gestione previdenziale.

Art. 4.
Disoccupazione involontaria

1. Restano ferme le vigenti disposizioni in materia di contribuzione figurativa per i casi di disoccupazione involontaria.

Capo II
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI COPERTURA ASSICURATIVA PER PERIODI NON COPERTI DA CONTRIBUZIONE

Art. 5.
Periodi di interruzione o sospensione del rapporto di lavoro

1. In favore degli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia e i superstiti e alle forme di essa sostitutive ed esclusive, i periodi successivi al 31 dicembre 1996, di interruzione o sospensione del rapporto di lavoro previsti da specifiche disposizioni di legge o contrattuali e privi di copertura assicurativa, possono essere riscattati, nella misura massima di tre anni, a domanda, mediante il versamento della riserva matematica secondo le modalita' di cui all'art. 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, e successive modificazioni ed integrazioni.
2. Per gli stessi periodi, i lavoratori di cui al comma 1 possono essere autorizzati, in alternativa, alla prosecuzione volontaria del versamento dei contributi nel fondo pensionistico di appartenenza ai sensi della legge 18 febbraio 1983, n. 47.

Art. 6.
Periodi di formazione professionale, studio e ricerca e di inserimento nel mercato del lavoro

1. In favore degli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia e i superstiti e alle forme di essa sostitutive ed esclusive, i periodi successivi al 31 dicembre 1996, di formazione professionale, di studio o di ricerca, privi di copertura assicurativa, finalizzati alla acquisizione di titoli o competenze professionali richiesti per l'assunzione al lavoro o per la progressione in carriera, possono essere riscattati a domanda, qualora, ove previsto, sia stato conseguito il relativo titolo o attestato, mediante il versamento della riserva matematica secondo le modalita' di cui all'art. 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, e successive modificazioni e integrazioni.
2. La facolta' di cui al comma 1 puo' essere esercitata anche per i periodi corrispondenti alle tipologie di inserimento nel mercato del lavoro ove non comportanti rapporti di lavoro con obbligo di iscrizione all'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia e i superstiti e alle forme di essa sostitutive ed esclusive.
3. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale sono individuati i corsi di formazione professionale, i periodi di studio o di ricerca e le tipologie di ingresso al mercato del lavoro ammessi alla copertura assicurativa ai sensi del comma 1.

Art. 7.
Periodi intercorrenti tra un rapporto di lavoro e l'altro nel caso di lavori discontinui, stagionali, temporanei

1. In favore degli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia e i superstiti e alle forme di essa sostitutive ed esclusive, che svolgono attivita' da lavoro dipendente in forma stagionale, temporanea o discontinua, i periodi intercorrenti successivi al 31 dicembre 1996, non coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa possono essere riscattati, a domanda, mediante il versamento della riserva matematica secondo le modalita' di cui all'art. 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, e successive modificazioni ed integrazioni.
2. Per i periodi di cui al comma 1, i soggetti indicati nel comma medesimo possono essere autorizzati, in alternativa, alla prosecuzione volontaria del versamento dei contributi nel fondo pensionistico di appartenenza ai sensi della legge 18 febbraio 1983, n. 47. Per tale autorizzazione e' richiesto il possesso di almeno un anno di contribuzione nell'ultimo quinquennio ad uno dei regimi assicurativi di cui al comma 1.
3. Ai fini dell'esercizio della facolta' di cui ai commi 1 e 2, i soggetti interessati devono provare la regolare iscrizione nelle liste di collocamento e il permanere dello stato di disoccupazione per tutto il periodo per cui si chiede la copertura mediante riscatto o contribuzione volontaria.

Art. 8.
Periodi intercorrenti nel lavoro a tempo parziale di tipo verticale o ciclico

1. In favore degli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia e i superstiti e alle forme di essa sostitutive ed esclusive, che svolgono attivita' di lavoro dipendente con contratti di lavoro a tempo parziale di tipo verticale o ciclico, i periodi, successivi al 31 dicembre 1996, di non effettuazione della prestazione lavorativa, non coperti da contribuzione obbligatoria, possono essere riscattati, a domanda, mediante il versamento della riserva matematica secondo le modalita' di cui all'art. 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, e successive modificazioni ed integrazioni.
2. Per i periodi di cui al comma 1, i soggetti indicati nel comma medesimo possono essere autorizzati, in alternativa, alla prosecuzione volontaria del versamento dei contributi nel fondo pensionistico di appartenenza ai sensi della legge 18 febbraio 1983, n. 47. Per tale autorizzazione e' richiesto il possesso di almeno un anno di contribuzione nell'ultimo quinquennio ad uno dei regimi assicurativi di cui al comma 1.
3. Ai fini dell'esercizio della facolta' di cui ai commi 1 e 2, i soggetti interessati devono provare lo stato di occupazione a tempo parziale di cui al comma 1 per tutto il periodo per cui si chiede la copertura mediante riscatto o contribuzione volontaria.

Beppe Grillo e la marcia dei NO TAP nel Salento

Grillo arriva sul palco e attacca il gasdotto davanti al popolo dei No Tap. “E’ un’opera inutile. In Puglia siete pieni di pale di fotovoltaico, hanno finanziato le multinazionali e non vi è arrivata una lira”. Il leader dei Cinquestelle chiude la manifestazione “a-politica”, partita dal lungomare di San Foca, a poche centinaia di metri dal luogo scelto dalla Trans Adriatic pipeline per l’approdo dell’infrastruttura che porterà in Europa il gas dell’Azerbaijan. Quello che il premier Matteo Renzi avrebbe dovuto benedire proprio oggi a Baku, alla luce della recente Valutazione di impatto ambientale favorevole al progetto: ma l’incontro pare sia saltato. “Se loro verranno a fare il gasdotto in Puglia da qualsiasi parte anche con l’Esercito noi ci metteremo il nostro di esercito”. “Vogliamo portare qui il referendum ha aggiunto perché è la cittadinanza che deve decidere se fare un tubo. E’ una battaglia di democrazia”.
“Renzi non vi rappresenta perché per rappresentare il popolo devi essere votato. La più grande forma di politica è dire no a queste cazzate. Questa è un’opera di fantascienza  ha spiegato  ma è fatta a posta per essere un’opera di fantascienza. “Voi  ha aggiunto avete una regione in cui il vostro presidente ha sempre fatto finta di niente. Non non siamo l’alternativa, stiamo solo difendendo la gente. L’energia è civilità, voi ci avete messo il vento e il sole e non vi è arrivato un cazzo in cambio. Tap non è solo un tubo, non abbiamo bisogno di più energia. Non è per noi questo gas”.
“L’Italia non ha bisogno di altro gas e non ha bisogno del gasdotto Tap ha sottolineato ci metteranno venti anni a costruire gasdotto quello è il metodo del Governo, la tireranno finché ci saranno finanziamenti. Intanto sarà instaurato un monopolio del gas, che con il contratto che hanno fatto il prezzo del gas è bloccato per venti anni, mente in Italia il consumo di gas sta diminuendo”, ha poi concluso Grillo dal palco.
E ancora, tra i manifestanti: “La Regione Puglia deve prendere decisioni forti e deve dire no al gasdotto, come ha fatto pochi giorni fa la Regione Sardegna unendosi ai Comuni nella battaglia contro I pozzi di petrolio”. Grillo ha attaccato il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ricordando “il silenzio-assenso tenuto dalla Regione nel 2010, che ha consentito di inserire la Puglia nella rete nazionale dei gasdotti”. 
“In Puglia sono state realizzate centrali eoliche e fotovoltaiche, da multinazionali che hanno preso i soldi italiani ma in questa terra non torna neanche un centesimo  ha proseguito il leader del M5S  e il presidente Vendola non ha fatto niente per impedirlo”. “L’Italia  ha detto ancora Grillo  non ha bisogno di centrali a carbone né di gasdotti, ma di aziende ad alta efficienza energetica, di produrre elettrodomestici che diminuiscano il consumo di energia, per far sì che si possa diminuire ulteriormente il consumo nazionale”.
La manifestazione  alla quale hanno partecipato diverse centinaia di persone  è stata organizzata dal Coordinamento interprovinciale “No Tap no fossili”, gruppo di lavoro dei Metup del Movimento Cinque Stelle. Proprio la vicinanza a una parte politica ben definita ha indotto il Comitato No Tap a non aderire ufficialmente alla marcia, alla quale alcuni esponenti parteciperanno a titolo personale. Nei giorni scorsi, del resto, i No Tap hanno sottolineato con forza la loro distanza da qualsiasi partito e movimento politico, ribadendo che quella contro la Tap è una battaglia in difesa del Salento. Gli striscioni “No Tap”, “No fossili” e ” Giù le mani dal nostro mare”.

Nel corteo non sono comunque presenti le bandiere del Movimento Cinque Stelle, dal momento che gli organizzatori hanno chiesto di tenerle chiuse “per far si che questa possa essere la marcia dei cittadini”. Hanno partecipato comunque i parlamentari salentini del M5S e sul palco di piazza Pertini a Melendugno, lì dove è arrivato il corteo è andato in scena l’intervento di Grillo.

sabato 20 settembre 2014

IN ARRIVO IL BONUS DI 450 € AL MESE

La misura a sostegno del reddito è prevista dal sistema di Welfare per tutti quei disoccupati che hanno superato i 50 anni di età



Importante iniziativa quella messa in atto dalla Regione Valle D’Aosta, la quale si è impegnata per aiutare i residenti disoccupati over 50 a rientrare nel mondo del lavoro. Nel programma, denominato Welfare to Work, sono inserite alcune aziende le quali si impegneranno ad accogliere i disoccupati over 50. Nello specifico, verranno offerti dei percorsi di supporto alla ricollocazione e un aiuto economico mensile di importo pari a 450 euro lordi per circa 6 mesi.
In che modo verrà erogato l’aiuto? Attraverso colloqui di orientamento, interventi di formazione o di accompagnamento al lavoro e tirocini.
Potranno richiedere tali aiuti dalla Regione Valle D’Aosta, i disoccupati over 50 che risulteranno essere in possesso dei seguenti requisiti:
– essere disoccupati da circa 3 mesi
– essere residenti nella regione Valle D’Aosta
– avere un’età superiore ai 50 anni
– non percepire alcuna indennità o altri sussidi che siano legati allo stato di disoccupazione o altri provvedimenti previdenziali
– essere iscritti ad un centro per l’Impiego della Regione
– essere totalmente disoccupati
– avere un’anzianità disoccupazione uguale o superiore ai tre mesi
– essere in possesso di una certificazione ISEE in corso di validità con indicatore ISEE non superiore a euro 12.000
– essere disponibili al lavoro o ad un percorso di accompagnamento al lavoro
– non usufruire dell’intervento finanziario della Regione a sostegno de versamenti volontari nei tre anni antecedenti il raggiungimento dell’età pensionabile
– non essere inseriti in Lavori di Utilità sociale, borsa lavoro, tirocini con indennità di partecipazione o frequenza.
Gli interessati all’iniziativa potranno inoltrare la domanda di partecipazione che potrete trovare al sito della Regione Valle d'Aosta..
Tale domanda dovrà essere presentata:
– dal 15 settembre al 19 settembre da parte di tutti i soggetti il cui cognome inzia con una lettera compresa tra la A e la L
– dal 22 settembre al 26 settembre, per tutti quei soggetti il cui cognome inizia con una lettera compresa tra la M e la Z.

Jobs Act e articolo 18 i Cinque Stelle abbandonano la seduta


Oggi (18/09/2014) in senato, è stata una giornata cruciale, specialmente per la mia commissione Lavoro. 

Una seduta in cui gli occhi bassi dei componenti della sinistra alle nostre dichiarazioni, hanno lasciato un senso di indignazione indimenticabile.... 

TUTTO IL PD HA VOTATO SI ALLA DELEGA.

Sono curiosa di vedere nelle piazze cosa andranno a dire al popolo dei disperati, dopo essere stati complici di questa delega in bianco data al mondo della destra. 

Io e tutto il movimento 5 stelle ci rifiutiamo di essere complice di questa farsa chiamata jobs act.
La così detta delega lavoro altro non che una delega in bianco. 
Il vero progetto del governo, cioè lo stravolgimento dello Statuto dei lavoratori ed in particolare dell’ art. 18, è stato ampiamente comunicato alle agenzie di stampa e alle TV, ma MAI è stato condiviso e sviscerato nelle aule preposte cioè in commissione lavoro. 
Il governo ieri ha presentato un emendamento sostitutivo all’articolo 4 in cui si parla di "contratto a tutele crescenti, demansionamento e controlli a distanza". 
Il governo oggi ha bloccato il dibattito parlamentare invitando al ritiro di tutte le modifiche al testo, imponendo la sua linea in materia di lavoro.
Alla diretta domanda di spiegazione di cosa intendano per "tutele crescenti" posta dal M5S, il presidente Sacconi ha finalmente pronunciato la parola articolo 18 che mai era stato trattato nelle numerose sedute di commissione.
Se il governo "Renzi–Sacconi" ha un progetto ben preciso, il luogo della discussione devono essere le aule parlamentari, e la volontà politica deve essere dettata dai parlamentari, rappresentanti del popolo, e non da due o tre soggetti che in aule segrete decidono per tutti, determinando il destino di milioni di cittadini italiani. 
Una legge che non crea lavoro, non modifica nulla nell’immediato, che toglie la facoltà al Parlamento e alle opposizioni di dialogare in materia lavoro.
Per protesta abbiamo dichiarato la nostra volontà di NON far parte di questo teatrino ignobile e abbiamo abbandonato l’aula dopo le nostre dichiarazioni di sdegno. 
Ho dichiarato chiaramente che non si può chiedere di abbassare le tutele e i diritti del lavoro se prima non si danno adeguati ammortizzatori sociali, Renzi prima faccia per decreto vedere che ci tiene ai cittadini e vari al più presto il Reddito di Cittadinanza. 
Ma sappiamo bene che questa cosa non è nei suoi piani. 
A breve si sentirà nelle piazze la voce dei cittadini, forse, solo allora capiranno che non si può giocare sulla la pelle dei lavoratori e dei disoccupati. 
Leggo ora le notizie ANSA in cui i titoloni scrivono IL PD E' SPACCATO  Rifaccio presente che in comm. Lavoro TUTTI I COMPONENTI HANNO VOTATO...SI...A QUESTA DELEGA COSÌ FORMULATA.

venerdì 19 settembre 2014

In Sicilia 8000 famiglie muoiono di fame

Il M5S oggi ha ascoltato la voce dei lavoratori della formazione e degli sportelli multifunzionali siciliani che da diversi mesi, in alcuni casi anche 20 o 30, non percepiscono stipendio. Una situazione drammatica e di precarietà che non trova risposte nelle riforme e nelle azioni del Governo Crocetta.
A questo si aggiunge l’interruzione del pubblico servizio per ciò che attiene all’erogazione delle politiche attive del lavoro, compreso la Youth Guarantee, e all’attivazione e al proseguimento dei percorsi di obbligo d’istruzione e formazione. Ciò porta ad un grave danno per lo Stato, per i disoccupati e per gli allievi che spesso appartengono a categorie sociali che devono essere tutelate e protette come ci propone l’Europa con la lotta all’esclusione sociale.
Il M5S ha chiesto di ascoltare in Commissione Lavoro il Presidente della Regione Siciliana Crocetta, il Presidente Commissione V - Cultura, Formazione e Lavoro Sicilia On. Marcello Greco, l'Assessore regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro Giuseppe Bruno, l'Assessore regionale dell'istruzione e della formazione professionale Nella Scilabra e la Dirigente Responsabile del Servizio IV - Ispettorato Regionale del Lavoro - Direzione Regionale del Lavoro Dott.ssa Corsello Anna Rosa, che ha dato le proprie dimissioni nell’agosto ultimo scorso.

giovedì 18 settembre 2014

BANCAROTTA FRAUDOLENTA per il padre di RENZI

Tiziano Renzi, padre del premier, ha ricevuto un avviso di garanzia nell'ambito delle indagini sul fallimento di una società di distribuzione di giornali.

Bancarotta fraudolenta. Questa l'ipotesi di reato con cui la Procura della Repubblica di Genova ha iscritto nel registro degli indagati Tiziano Renzi, padre del presidente del Consiglio Matteo. Secondo quanto si apprende, l'indagine era stata aperta tempo fa e riguarderebbe il fallimento di una società di distribuzione di giornali. La Procura ha chiesto la proroga delle indagini e ha contestualmente inviato l'avviso di garanzia. Oltre al padre di Renzi ci sono altre due persone indagate.

Lettera di Vito Petrocelli (M5S) a Roberto Benigni



L'appartenenza al sistema ha tante facce… di molte te l'aspetti, è come se geneticamente, quasi lombrosianamente, lo hai sempre saputo. Quale appartenenza può infatti suscitare uno con i tratti di guance, zigomi e sopraccigli che si raccolgono nella faccia di Gasparri o in quella di Sacconi o, peggio ancora, ammesso che esista un peggio, di Giovanardi, se non quella dell'appartenenza più becera e volgare al sistema di clientelismo in Italia?
Poi ti compare in tivù, a ingrassare l’audience dei talk show del Sistema, la faccia di Benigni, giullare (nell'accezione positiva del termine) e cantore dei vizi e delle virtù degli italiani, profondo conoscitore di Dante, della Divina Commedia e grande difensore della Costituzione. E quasi non ci vuoi credere perché non te l'aspetti, perché Benigni ha la faccia di un italiano intelligente, spiritoso, informato e apparentemente smarcato da interessi di bottega: ha la faccia di uno indipendente quanto irriverente nei suoi lazzi e frizzi mandati a destra e a manca.
Qualche tempo fa è comparso (e ho fatto fatica a crederci) in una disinformazione sulla storia dell'Unità d'Italia, raccontata in stile e verità dei vincitori e pensi che magari è un errore, una svista. Una leggerezza!
Poi, noti che ha lavorato sempre con la società di Berlusconi, la Medusa, e pensi, ma si, forse è l'unica società in questo Paese di corporazione di conflitti di interessi e anche i grandi si devono arrendere, anche se in cuor tuo sai bene che uno come lui può anche lavorare con società di distribuzione di mezzo mondo, senza necessariamente stringere accordi commerciali con il Signore dei conflitti di interessi.
Ma poi te lo trovi all’improvviso anche nei talk show ambigui della nostra televisione di regime, vera maestra a pagamento della disinformazione e della distrazione di massa. Lui che i talk show li beffeggiava, come beffeggiava Berlusconi, è ora ridotto, come un giullare qualsiasi, a mezzo servizio, a sbarcare il lunario per portare ascoltatori a Ballarò di Giannini anziché a Piazza Pulita di Formigli. E in un sol colpo, siamo passati dal Benigni travolgente comunicatore di passioni italiche e difensore strenuo della “più bella Costituzione” mai scritta al mondo, al Crozza di turno. Ma se dal bravo Crozza ci si aspetta un sorriso, un’allegria, da uno che ha la storia e la faccia di un Benigni, ti aspetti che sia sempre oltre i luoghi comuni, oltre i comuni bisogni del vivacchiare, oltre gli schemi opportunistici in cui cadiamo in molti.
Lombroso alla fine fine non aveva ragione e mi dispiace che la relatività scientifica delle sue teorie venga dalla bella e irriverente faccia di Benigni, sceso anch’egli in campo a fianco di quelli che la (sua intoccabile) Costituzione gliela stanno stravolgendo. Ma forse, anche quella sua lezione magistrale era solo una pagina di spettacolo ben pagata e niente di più."
(Vito Petrocelli, capogruppo M5S Senato)

Corte Costituzionale, la proposta M5S per Renzi e Berlusconi

ANTEPRIMA

La corte Costituzionale è il massimo garante della nostra libertà e democrazia e si basa sul principio che i poteri (politico, esecutivo, giudiziario) siano separati e nessuno prevalga sull'altro.



Scegliere i suoi componenti dovrebbe essere la cosa più importante: esperti di alto profilo indipendenti dal potere politico.
La situazione si è incancrenita perché i partiti cercano invece di prenderne il controllo 

Pensate se a decidere sulla costituzionalità del porcellum fossero politici che lo hanno voluto e votato...

Luciano Violante e Donato Bruno sono politici di carriera fin dalla prima repubblica. 

La stucchevole trincea per imporre i loro nomi sta costando ulteriori ritardi nelle vere riforme che il Movimento vuole fare: reddito, fisco, anticorruzione...

Abbiamo proposto dei candidati indipendenti e dal profilo di assoluta eccellenza. 

Ora siamo disposti ad un ulteriore passo se le parti politiche sono disposte a cambiare, formulando candidati onesti e validi per tutto il Paese siamo disposti a votarli a prescindere da chi li ha proposti

Il governo del fare e della rottamazione deve dimostrare in che direzione vuole procedere; le recenti nomine fatte dal Presidente Renzi sono state condotte all'insegna della spartizione partitica. GUARDA ANCHE QUESTO VIDEO 

(Giovanni Endrizzi M5S)

mercoledì 17 settembre 2014

ALESSANDRO DI BATTISTA (M5S) Missioni umanitarie

Grazie presidente.

Vi e’ mai capitato di domandarvi: “come ho fatto a spendere 50 euro che non ho comprato nulla?”. Ce li avevo in tasca stamattina e sono spariti. Capita a tutti noi e tutti noi sappiamo darci una sola risposta: “li ho buttati”. Bene, questo fa il governo Renzi. Butta i nostri soldi.
Il ministro Madia sostiene che non ci sono soldi per sbloccare gli stipendi degli insegnanti? Le scuole crollano? I genitori ai loro figli un tempo davano la merenda, oggi sono costretti a dare loro anche la carta igienica?
I posti letto negli ospedali sono inesistenti anche se hai un parente malato di cancro che ha bisogno immediatamente di una terapia?
Cosa interessa al governo?
Meglio spendere 400 milioni di euro per la proroga delle missioni internazionali grazie a questo decreto che voterete oggi, 400 milioni di euro.
Andiamo per gradi. Cos’e’ il decreto missioni? Il decreto missioni e’ un decreto che serve a destinare altri soldi alle missioni internazionali che vedono coinvolta l’Italia, missioni giuste e utili come quella in Libano, missioni di guerra come quella in Afghanistan.
La guerra in Afghanistan è la guerra piu’ lunga dalla II guerra mondiale in poi.
e’ costata all’Italia 53 morti tra i nostri soldati e oltre 5 miliardi di euro.
Sapete quanti sono 5 miliardi di euro?
Per farvi un’idea, considerate che qualche mese fa il governo Renzi non e’ riuscito a trovare 48 milioni di euro, milioni non miliardi, per sostenere gli alluvionati della Sardegna.
Pero’ la casta ha speso 5 miliardi di euro in Afghanistan per una guerra in cui non siamo mai stati coinvolti direttamente: ci hanno mai attaccato gli Afghani?
Sapete come prima Berlusconi, poi Prodi, poi di nuovo Berlusconi, poi Monti, Letta e poi il governo attuale ci costringono a restare in guerra in Afghanistan?
Semplice.
Con gli inganni delle parole, con le truffe semantiche…. cambiano il nome alle cose per farcele digerire. Perché se le chiamassero con il loro nome, non le accetteremmo mai.
E cosi’, magicamente, la guerra in afghanistan diventa “missione di pace”,
i bombardieri F35 sistemi di difesa, l’IMU diventa TASI, gli inceneritori termovalorizzatori, le mazzette si trasformano in regalie da parte degli imprenditori.
E Berlusconi diventa Renzi…. cambiano il nome ma sono la stessa identica cosa
Questo decreto costa al contribuente italiano oltre 400 milioni di euro.
Il governo Renzi spende 400 milioni di euro per rifinanziare missioni internazionali da oggi al 31 dicembre 2014.
Ma come per aumentare di pochi euro gli stipendi delle forze dell’ordine i soldi non ci sono ma per le guerre sì?
Pensate che 400 milioni di euro sono la somma che il governo sta cercando per finanziare, nel 2015, una prima fase di sblocco dei salari delle forze di sicurezza e dei militari. Secondo voi oggi dove andrebbero investiti i nostri soldi? In Afghanistan o qui in Italia per far sì che le forze di sicurezza e soccorso possano lavorare in condizioni dignitose?
C’e’ sicurezza in Italia? Voi cittadini vi sentite tutelati?
Il debito pubblico ha raggiunto una cifra mostruosa, oltre 2000 miliardi di euro. Il dramma e’ che questo debito che ci inchioderà fino a che non torneremo un Paese sovrano dal punto di vista monetario, non e’ cresciuto a causa di un grande investimento sulla scuola pubblica, sul lavoro o sulla sanita’. NO!!!!
Il debito è cresciuto a causa della corruzione e di piccole “piccole per noi comuni mortali” spese folli come questi 333.000€ che questo decreto autorizza per tradurre un manuale di utilizzo di alcuni veicoli che abbiamo regalato alla Repubblica di Gibuti.
333.000 per tradurre un manuale? A parte il fatto che se proprio dovevate regalare dei mezzi a Gibuti meglio regalare 3 ambulanze, ma vi sembra accettabile questa cifra?
Ma a chi l’avete fatto tradurre? A Molière? A Proust? Avete riportato in vita Victor Hugo per fargli tradurre i manuali per Gibuti?
“Si tratta di manuali tecnici” ci ha risposto il governo in commissione. A quel punto il mio collega Bernini ha scoperto che a Gibuti quei mezzi li avevano già utilizzati senza i manuali tecnici che gli dobbiamo ancora mandare dopo averli fatti tradurre.
La risposta del sottosegretario alla difesa Rossi e’ stata straordinaria: “e’ vero, li hanno già utilizzati, ma i manuali che gli stiamo mandando servono per la manutenzione, non per il funzionamento dei mezzi”.
Ci verrebbe da ridere, ma poi pensiamo che questi soldi potrebbero essere investiti per riparare una scuola che cade a pezzi
L’Italia potrebbe essere il Paese più bello del mondo e invece e’ stato violentato e continua ad essere violentato da corrotti, corruttori, traditori di ideali, amici dei lobbisti, mediatori stato-mafia, diversamente berlusconiani o semplici inetti. L’indignazione è forte se pensiamo a due soldati italiani, due fucilieri che hanno comunque obbedito agli ordini ricevuti, trattenuti da due anni in India.
Questo e’ uno dei tanti esempi dell’incapacità del governo Renzi di gestire crisi internazionali.
Eppure i mezzi diplomatici per riaverli a casa ce il avremmo. Siamo nella NATO, bene perche’ non avete detto ai nostri alleati O CI AIUTATE A RIPORTARE A CASA I MARO’ O CE NE ANDIAMO DOMANI MATTINA DALL’AFGHANISTAN?
Gli aut-aut li sapete fare solo ai lavoratori dell’ILVA vero?
Al personale di Alitalia, agli studenti costretti a pagare tasse universitarie esorbitanti altrimenti non li fate laureare?
Mesi fa il presidente Renzi disse: “Fuori da questo palazzo c’e’ una disperazione”
Bene, la disperazione è reale e i suoi slogan tweet gelati e selfie la sviliscono quotidianamente.
Tutto questo dimostra la vostra assoluta lontananza dall’unica missione che un parlamento serio dovrebbe finanziare, quella per salvare un Paese che avete distrutto e continuate a distruggere.